Seminario di Rebirthing Evolutivo

 

 

Che cos’è il rebirthing

Che cos’è un rebirther


Seminario d’apprendimento e aggiornamento sulla respirazione del rebirthing.

Sarà insegnato un rebirthing evoluto che privilegia l’energia invece dell’aria, il rilassamento invece di un pesante lavoro muscolare, senza sensazioni fisiche, drammi e catarsi, ma soltanto il piacere di respirare in totale beatitudine, innescando un profondo processo di guarigione spontaneo. È il respiro “gentile e rilassato” e “l’esperienza fisica di Dio” insegnata dal fondatore e leader mondiale del rebirthing Leonard Orr.

Il rebirthing evolutivo supera l’assioma che per guarire bisogna lottare e soffrire. Anzi, vi farà scoprire che guarire nel piacere è ancora più efficace. Scoprirete il piacere di guarire e d’essere sani.

Il rebirthing evolutivo va oltre il rebirthing. È un viaggio alla scoperta delle nuove frontiere e dei segreti più profondi del rebirthing.



1° Giorno: Che cos’è il rebirthing.


Anatomia” del respiro:


L’inspirazione: l’inspirazione è più lunga dell’espirazione. Inizia spingendo l’aria nei polmoni molto dolcemente in piccola quantità e con continuità, senza fare scatti bruschi o forzando, incrementandola ed espandendola gradualmente, evitando in ogni caso di riempire i polmoni completamente e poi passare all’espirazione mantenendo la connessione senza mai interrompere il respiro. I muscoli non devono lavorare. Solo i polmoni devono essere leggermente attivi giusto quel tanto da permettere l’inspirazione. Si respira attraverso il naso, centrando la respirazione sulla sua punta o entrata (come se si odorasse un fiore) evitando in ogni caso di farlo nella gola. Per ottenere un maggior beneficio è importante accompagnare l’inspirazione alzando un poco il naso e anche gli occhi. In questo modo si separa l’energia dall’aria. Si respira nel petto concentrando l’energia attorno al terzo occhio. Il resto del corpo è rilassato. Respirando nel petto automaticamente il plesso solare tenderà a contrarsi e con esso anche un po’ la pancia. Respirando verso l’alto nella testa, attorno agli occhi o nel sesto chakra attraverso il naso, l’energia tende a concentrarsi sempre di più. Il respiro nella pancia, invece, ha la tendenza a disperdere l’energia.


L’espirazione: Giunti al culmine dell’inspirazione, si espira senza soluzione di continuità, ma semplicemente rilasciando i polmoni senza trattenere o controllare l’aria in nessun modo. L’espirazione deve essere breve e totalmente libera. Si rilascia i polmoni con un piccolo colpetto senza mai spingere fuori l’aria. Prima che i polmoni siano vuoti, si inspira di nuovo in modo gentile, senza forzare. Non devono mai esserci pause o interruzioni.


Il ciclo energetico respiratorio: Respirando, nel giro di un minuto la maggior parte delle persone può entrare nel ciclo energetico. Da quel momento è meglio non interrompere più la respirazione, ma portarla fino al termine del ciclo stesso. Qualsiasi cosa succeda durante un ciclo energetico completo, mai sospendere la respirazione, ma portarla sempre a termine. Tuttavia, alcune esigenze fisiologiche tipo soffiarsi il naso, orinare, comunicazioni brevi, etc. possono far sospendere momentaneamente la respirazione. Tutto ciò che il ciclo energetico smuove, il ciclo stesso lo rilascia e lo risolve integrandolo spontaneamente. Il ciclo energetico s’intende chiuso quando tutte le eventuali sensazione fisiche sono scomparse e la persona è tornata ben presente. Non è l’orologio o il rebirther che decide la fine della seduta, ma è l’allievo o cliente.


Respirare nel ciclo dell’aria: Significa porre l’attenzione al flusso dell’aria sia nell’inspirazione che nell’espirazione decidendo la durata e il ritmo del respiro in base ad essa. L’energia segue spontaneamente senza nessuna particolare consapevolezza o controllo. È la respirazione che tutti usano quando iniziano a praticare il respiro energetico conscio. L‘aria è la parte più grossolana del respiro, non richiede una particolare sensibilità nel percepirla. Dobbiamo solo imparare a gestirla


Respirare nel ciclo dell’energia: Significa porre l’attenzione al flusso energetico che si attiva quando respiriamo l’energia coscientemente attraverso l’aria, decidendo la durata e il ritmo del respiro in base ad essa. L’aria segue spontaneamente senza nessun bisogno di averne consapevolezza o controllo. La quantità d’aria è determinata dal flusso energetico. L’aria è solo il veicolatore dell’energia. L’energia è l’attivatore del processo di guarigione del respiro energetico cosciente. La profondità o intensità, e di conseguenza, l’efficacia del respiro energetico cosciente, dipende dalla quantità d’energia che riusciamo ad accumulare. Respirare nel ciclo dell’energia ci porta facilmente alla beatitudine o alla capacità di andare oltre la forma e contattare la nostra essenza. La beatitudine. Respirare nel ciclo dell’energia significa respirare intuitivamente, al di fuori degli schemi, del mentale, delle scuole e senza l’uso dei muscoli. Provare sensazione fisiche non è sentire l’energia, ma è solo l’effetto della resistenza al suo passaggio. L’energia è la parte più sottile del respiro e richiede molta sensibilità e intuizione per poterla percepire e gestire. Significa essere capaci di sintonizzarsi sulle sue vibrazioni. È l’abilità di respirare l’energia tanto quanto l’aria. Ciò che determina la quantità d’energia accumulata, non è la quantità d’aria respirata, ma è la qualità del respiro ovvero la tecnica usata. L’accumulo dell’energia non è in relazione alla capacità polmonare.


Aprire il respiro: Ogni volta che iniziamo a respirare, prima che il respiro cominci a fluire spontaneamente senza apparente sforzo, a volte abbiamo bisogno di stare concentrati sul respiro per un certo tempo. Questo può succedere a causa di fattori esterni ed interni che possono inibire il nostro respiro. l’ E.E.P., fattori ambientali e problemi emozionali sono i più comuni. Siccome l’apertura del respiro è in relazione alla capacità di rilassarci, abbiamo bisogno di pulire gli elementi di disturbo. La loro pulizia spesso causa una fase di fastidio, sofferenza e anche dolore o altri tipi di sensazioni. È un processo di integrazione spontaneo. Fa parte del processo di guarigione. Questo può richiedere da pochi minuti a quasi tutta la seduta. In questo frangente siamo costretti a respirare nel ciclo dell’aria e sentiamo che non riusciamo ad andare in profondità. Solo dopo aver terminata l’integrazione incominciamo a rilassarci abbastanza da entrare nel ciclo dell’energia e solo allora il respiro incomincia a fluire facilmente e spontaneamente. L’apertura del respiro non è in relazione con l’espansione dei polmoni. L’espansione forzata dei polmoni non accelera l’abilità di respirare l’energia.


Liberare il respiro: Liberiamo il meccanismo del respiro quando superiamo le resistenze che lo condizionano. Dopo, il respiro incomincia a fluire più libero, più facile, senza fatica, spontaneo e scopriamo il vero piacere di respirare. Sentiamo che anche fisicamente siamo più predisposti: con il naso più libero e i polmoni più leggeri. Di solito la liberazione del respiro avviene tra la quinta e la quindicesima seduta, ma in realtà questo è solo l’inizio della liberazione. Infatti, continuando a respirare scopriremo che, con il tempo, il respiro si libera sempre di più fino a che respirare gentile e rilassato ci verrà naturale. Senza liberare il meccanismo del nostro respiro, non possiamo sapere veramente cosa significa il piacere del respiro. Liberare il respiro significa anche, la capacità di utilizzare appieno i polmoni attraverso il rilascio delle tensioni emozionali e traumatiche che li hanno inibiti fin dalla nostra infanzia.


Il ritmo del respiro: É un ritmo gentile e rilassato che non richiede l’uso dei muscoli. Tutti i muscoli del corpo devono essere il più possibile rilassati. Solo quelli dei polmoni restano attivi, ma solo per inspirare e sempre usandoli quasi impercettibilmente. Usare i muscoli è un lavoro, respirare è un’intuizione. L’inspirazione è sempre più lunga dell’espirazione. La sua durata è determinata dal flusso energetico. Solitamente un respiro dura circa 8 secondi di cui più o meno 2 per espirare. Quando percepiamo che l’energia si è accumulata, allora rilasciamo l’aria. L’espirazione è sempre molto breve, libera e senza nessun controllo. L’inspirazione accumula energia, l’espirazione la fissa. L’espirazione lunga e controllata tende a disperdere l’energia accumulata. In ogni caso, ognuno alla fine trova il suo giusto ritmo, ma è sempre momentaneo, perché l’esperienza, la maggior sensibilità e lo sviluppo dell’intuizione, porteranno col tempo a dei nuovi adattamenti. Il rebirthing non da sensazioni fisiche. Tuttavia, talvolta un profondo rilassamento può liberare delle emozioni bloccate nel corpo da tutta la vita, provocando delle sensazioni fisiche che il respiro integra e risolvere in breve tempo spontaneamente. Queste sono sindromi di iperventilazione causate dalle resistenze al passaggio dell’energia nel corpo. Il rebirthing guarisce queste sindromi spontaneamente. Non c’è bisogno di stare concentrati sul respiro, esso dovrebbe fluire spontaneamente.


Pausa pranzo

Seguirà una pratica guidata e una seduta dimostrativa.



2° Giorno: Che cos’è un rebirther.


Essere un rebirther di alta qualità:


I tre passi base: Sono il respiro, l’energia e il rilassamento, ma ciò che determina la loro qualità è; la qualità del respiro, la quantità dell’energia accumulata e l’intensità del rilassamento. La qualità del respiro determina la quantità d’energia accumulata. La quantità dell’energia accumulata determina il livello di guarigione. Il rilassamento permette all’energia di esprimere il suo potenziale curativo. Più si è rilassati, più l’energia può agire in profondità. Il rilassamento è il segreto del rebirthing. Non ci possono essere rilassamento e tensione allo stesso tempo. Senza rilassamento l’efficacia dell’energia è limitata e la qualità della seduta è bassa. Rebirthing d’alta qualità significa un pieno di energia assieme ad un profondo rilassamento.


Apprendere a respirare dal respiro stesso: Ricevere dieci sedute da un rebirther di qualità è solo un’iniziazione al rebirthing. L’insegnante di rebirthing o rebirther è solo colui che c’introduce alla tecnica e ci sostiene nel nostro cammino, ma non può sostituirsi al respiro. Dobbiamo imparare dal respiro stesso, perché è il respiro il nostro unico e vero insegnante di respiro. Più respiriamo, più impariamo. Non è da quanti anni che facciamo i rebirther a determinare la nostra conoscenza e la nostra qualità, ma il numero di sedute che abbiamo dato a noi stessi. Non sono il numero dei corsi fatti o dei libri che abbiamo letto che funzionano, ma la loro messa in pratica. Nessuna descrizione può renderci l’idea di che cos’è il rebirthing, finché non lo proviamo. Apprendere dal respiro significa soprattutto, andare oltre quanto abbiamo appreso nei corsi di formazione. La formazione è un’introduzione al rebirthing, il respiro è la scuola.


Sviluppare il proprio intuito: Il rebirthing è tutta intuizione. Per quanto possiamo già avere un buon intuito, non sarà mai abbastanza da comprendere completamente il rebirthing. Nella misura in cui sviluppiamo il nostro intuito, aumenteremo la nostra qualità di rebirther. Il rebirthing è anche una grande meditazione che ci connette con l’Intelligenza Infinita e l’intuito è la chiave per accedervi. È una via che porta all’illuminazione. La pratica stessa del rebirthing aiuta a sviluppare l’intuito, ma se è unito alle altre pratiche di purificazione spirituale insegnate da Leonard Orr, si svilupperà molto più rapidamente. L’intuito è lo strumento base del rebirther.


Pratiche quotidiane di purificazione: Le pratiche quotidiane di purificazione spirituale insegnate da Leonard Orr, sono lo strumento base per diventare un rebirther d’alta qualità. Consistono fondamentalmente nella pratica dei quattro elementi, più mantra, karma yoga, riposo, presenza di Dio ed altre cose che sono insegnate da Leonard. Esse incrementano l’intuito, la salute, curano il corpo fisico e la mente emozionale, bilanciano e puliscono il corpo energetico, puliscono dall’inquinamento dell’energia emozionale (EEP) e incrementano il potere personale a tutti i livelli. I rebirther sono fondamentalmente dei guaritori, ma se non sono sani fisicamente, puliti e bilanciati energeticamente ed emozionalmente possono essere pericolosi per se stessi oltre che per i loro cilenti.


Come tenere una seduta: Le sedute nel rebirthing sono sempre e solo individuali. Si prendono tre ore di tempo per ogni appuntamento in modo d’aver il tempo necessario anche per parlare, dare seminari, condividere, etc. L’ambiente deve essere il più silenzioso possibile. Il ruolo del rebirther è quello dell’insegnante di respiro. Perciò deve guidare intuitivamente per tutto il tempo della seduta l’allievo sostenendolo durante sue eventuali difficoltà. Non deve imporre il ritmo, ma solo insegnarlo. È preferibile respirare col naso perché è più soft, farlo con la bocca è più facile che provochi delle sensazioni fisiche a scapito del rilassamento e della qualità del processo di guarigione. Tuttavia, si può usare la bocca nel caso di impedimento del naso o in particolari situazioni. Mentre se respirate in acqua calda o fredda si consiglia l’uso del boccaglio.

La bocca smuove.

Il naso smuove e libera.

Il rebirthing deve liberare dai traumi, non provocarli. Durante la seduta il respiro non deve mai essere sospeso. Eventuali tentativi dell’allievo d’interrompere il respiro come dormire, stanchezza, piangere, ect, devono essere superati perché questi sono stati emozionali che si risolvono solo continuando a respirare. Il rebirther deve sempre aver la situazione sotto controllo e, in caso di bisogno, sapere qual’è la cosa migliore da fare. La seduta è considerata chiusa quando il ciclo energetico si è esaurito. Il respiro apre il ciclo energetico, il respiro lo chiude.


Il rebirther e l’immortalità fisica: i tre passi base per diventare immortali sono avere una filosofia, una psicologia e una fisiologia.

La filosofia è motivazioni, idee e pensieri che ci portano a scoprire la nostra natura di esseri divini illimitati. È la vera e unica conoscenza di Se. Significa capire e praticare la purificazione spirituale quotidianamente. Significa realizzare la differenza tra teoria e pratica, tra conoscenza intellettuale e consapevolezza. Significa nutrirsi dell’albero della vita e non dei frutti dell’albero della conoscenza.

La psicologia riguarda fondamentalmente la mente emozionale. La padronanza della mente. Comprende guarire la pulsione di morte e diventare responsabili del nostro corpo, mente e anima. Essere preparati a superare il trauma della vecchiaia. Capire che la vecchiaia contiene in se il segreto della giovinezza. L’Upanishad dice “ l’immortalità è data a coloro che sciolgono l’ignoranza sulla gioventù”.

La fisiologia concerne la padronanza del corpo. Le pratiche di purificazione spirituale quotidiana puliscono e bilanciano il nostro corpo fisico e quello energetico. Include la capacità di guarire noi stessi e anche gli altri (EEP). Capire che la malattia ha in se stessa il processo di guarigione.


Pausa pranzo

A conclusione della giornata seguiranno delle sedute individuali.


Seminario teorico-pratico indirizzato particolarmente a coloro che fanno o che intendono fare il rebirther e/o insegnarlo. L’unico requisito richiesto è aver completato dieci sedute.

 

 

 

Condotto da Alfredo Galbusera


Alfredo G. è rebirther e trainer professionale, da sedute individuali, conferenze, seminari e corsi di formazione base ed avanzati. Dal 1997 sta studiando e lavorando all’Inspiration University, l’alta scuola di rebirthing di Leonard Orr. Ha passato con lui da due a quattro mesi l’anno e viaggiato insieme come “assistente speciale” in diverse parti del mondo: America, Sud America, Europa e India. Ancora continua a lavorare e studiare con Leonard O. per approfondire e sviluppare il rebirthing sempre di più.